Guardia è questa roba qua!

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Impotenti, così ci si sente in questo paese nell’affrontare una “politica” infida e aggressiva. Impotenti, di fronte a nefandezze inaudite, a tante troppe cose tenute spesso nascoste o abilmente custodite nel silenzio. Una politica poco trasparente e incomprensibile (o fin troppo comprensibile), che però non sconcerta minimamente l’opinione pubblica. Se qualcuno indica la luna loro guardano il dito. La normalità amministrativa di una comunità diventa l’eccezione da lodare. Si ottiene un finanziamento per un’opera pubblica, si effettua la manutenzione delle strade (!!!), ci si occupa del verde pubblico (!!!), ecc., la notizia diventa subito virale sugli organi di informazione. Omettendo di aggiungere che si pagano le tasse per questa normalità. Impotenti, così ci si sente in questo paese dove non essere d’accordo con l’amministrazione Panza, non è una sfortuna ma una colpa. Impotenti, sì. Ma ciò che veramente sconcerta e amareggia è che non ce ne è uno che dimostri almeno un sussulto di dignità… tutti “distratti”, smemorati o ben nascosti dietro un “chi me lo fa fare”… Archiviati i Riti, ripartiti i (pochi) emigrati, cosa resta nei guardiesi? Nella memoria poco o niente. Resta lo spirito dei Riti che è ancora in noi, certo, anche se l’impressione è che stavolta siano andati in scena per il pubblico. Resta lo spaesamento. Resta la desolazione. Resta la religione del “mi faccio i cazzi miei”. Resta poi il disprezzo (soffocato) per questa classe politica e dirigente, la voglia di scappare o di defilarsi, la via della resa pur di non caricarsi di responsabilità e tirare a campare. E restano i rancori. Resta l’individualismo e il familismo. Il carrierismo e il conformismo verso il potere politico. Restano i guardiesi neutrali che non si riconoscono in nessun conflitto, prudenti, impolitici e cattolici, che innalzano il loro “tengo famiglia” e allargano le braccia come Papa Francesco tra la folla, per abbandonarsi tra le braccia della Provvidenza. Resta una Guardia il cui senso civico è stato sostituito dal senso cinico. Una Guardia che, nel bene e nel male, continua ad inghiottire le sue responsabilità in attesa di una improbabile resurrezione. Una Guardia che si è consegnata nelle mani di un sindaco, membro di nicchia di quella “Balena bianca” sempre più di nicchia… Guardia è questa roba qua!

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