La soluzione finale: dimissioni!

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Nel corso degli ultimi due anni a Guardia Sanframondi abbiamo appreso con vivo rammarico l’assoluta inconsistenza della minoranza consiliare. Se si escludono occasionali interrogazioni e qualche decina di note sulla stampa, inviate e sottoscritte dal zelante Carlo Falato, e il doveroso manifesto d’auguri ad ogni festività, non è stato raggiunto alcun risultato. Assoluta latenza dell’attività ammnistrativa, mancanza di risposte e di interlocuzione e quant’altro. Essere consigliere comunale di minoranza significa essere rappresentante nell’istituzione delle istanze di molti cittadini, significa accendere un faro su quanto avviene nel “palazzo”, e per poter cambiare bisogna anche denunciare e non rimanere immobili aspettando che passi la consiliatura. Detto ciò, rimane tuttavia il dato politico, il fatto che molti cittadini-elettori sul Comune oggi si ritrovino di fatto privi della componente che dovrebbe democraticamente svolgere le fondamentali funzioni di controllo e di stimolo. E una consiliatura zoppa, nella sostanza priva di una delle parti democraticamente elette, non rappresenta un buon segnale e un bel vedere per un territorio bistrattato dalla pochezza dell’amministrazione Panza. Riteniamo, quindi, che le dimissioni del capogruppo e di quei consiglieri della minoranza che, per un motivo o per un altro, non riescono a svolgere appieno il compito loro affidatogli dai cittadini-elettori, e il conseguente subentro dei non eletti, a questo punto rendano un buon servizio alla comunità perché un nuovo apporto all’interno di un organo istituzionale può senz’altro conferire alle azioni da intraprendere maggiore incisività e assicurare una più ampia e democratica rappresentanza ai cittadini che hanno sostenuto la lista alle ultime elezioni. Pur sapendo che, la richiesta di dimissioni, da qualsiasi parte la si guardi rappresenta una chiara sconfitta per i cittadini e per tutti coloro che in questo frangente calcano o hanno calcato il disastrato teatrino della politica guardiese. Sia per coloro che nel maggio 2015 hanno votato senza successo la lista capitanata da Filippo Pigna, e oggi, di fatto, si ritrovano loro malgrado improvvisamente privi di una propria rappresentanza in Comune, e sia per chi in quel frangente ha deciso di appoggiare il gruppo dallo stesso guidato, e in prospettiva non si attendeva di certo il torpore e la totale mancanza di stimoli.

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