Questo matrimonio s’ha da fare

nessun commento

“A Guardia c’è una bandiera che sventola forte nel vento: questa bandiera è Floriano, dobbiamo riconoscerlo… Poi c’è una bandiera a mezz’asta che si chiama Amedeo: vediamo di utilizzarla ancora, se è possibile”. “Vecchia guardia” da rottamare. Floriano & Amedeo invece no. Povero concittadino, va capito. Perché da qualche anno a questa parte non si può più fare una battuta, che viene subito presa per un suggerimento e si avvera. Da tempo a Guardia scherziamo sul Partito Unico Panziano, fra patti della montagna e ripatti della Farciola, tête-à-tête al Palazzo comunale, incontri allargati negli innumerevoli ristoranti chic della zona, fra Floriano e gli avversari, poltrone e poltroncine, smancerie, pizzini, baci e bacetti. Bene: pare che l’ultima volta che si sono visti, Floriano abbia proposto a tutti indistintamente di unificare i rispettivi gruppi, magari dopo aver depurato Guardia di ciò che resta dell’anima critica con l’apposita strategia dell’oblio. Ciò gli consentirebbe di risolvere l’annoso problema della successione: perché baloccarsi ancora tra Papillon, che ormai sfugge ai radar, e l’arcangelo Gabriele, che non è mai sfuggito alla poltrona, quando c’è Amedeo, il figlio adottivo prediletto? Ora ha aperto pure un museo a tema: è la sua prova d’amore, che si vuole di più dalla vita? Ve lo ricordate? Amedeo aveva appena promesso tuoni e fulmini contro il “manovratore”. Ma tutti avevano equivocato. Era solo il messaggio in codice di uno straziante appello a Floriano: dai sposami. Potrebbe chiamarsi Forza Guardia, o Partito Floriano-Amedeo: qualche politico, qualche elettore restio, ancorato ai vecchi steccati ideologici del passato, storcerebbe il naso per un po’. Ma poi la gran parte se ne farebbe una ragione. L’operazione garantirebbe anzitutto la governabilità di Guardia: stando ai sondaggi realizzati nei duecento bar aperti sul territorio, Forza Guardia o Partito Floriano-Amedeo assommerebbe al 60 % dei cittadini elettori guardiesi. A quel punto, anche le estenuanti discussioni nei due o tre Consigli comunali annuali sarebbero superate: il nuovo rassemblement governerebbe sereno, senza altre rotture di palle nei prossimi vent’anni. In fondo, è quel che succede già oggi sotto mentite spoglie di una maggioranza finta (Floriano e cespugli sparsi) che nasconde quella vera (patti e ripatti). E nel 2020, il nuovo soggetto politico avrebbe pure il pregio della chiarezza, a beneficio degli smemorati e degli sbadati. Come direbbe Alfeo Sassaroli, il personaggio della serie di film Amici miei, interpretato da Adolfo Celi, è tutta una catena di affetti che né io né voi possiamo spezzare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...