Il Partito della Pagnotta

nessun commento

Erano anni che non assistevo al rito (reso intenzionalmente noioso) del Consiglio comunale, dove Floriano, sindaco di Guardia, è stato appena sfiorato da un fastidio: quello di dover rispondere alle domande della minoranza in merito a un’inchiesta.

Quella di Floriano stasera è stata una elucubrazione con se stesso. “Ma quale 10%. La si smetta di costruir castelli in aria. Fatevi i fatti vostri: le indagini, la Magistratura è tutto marginale“. Dice il bullo di periferia gonfiando il petto sfidando tutto e tutti. Sfidando la minoranza e i rompicoglioni, ma non i cittadini. Che sono gli unici che avrebbero il diritto – e il potere – di mandarlo a quel paese, a occuparsi dei casi suoi che, ormai evidente, non coincidono neppure per sbaglio con quelli di Guardia. “E poi, cosa ne sa il cittadino della corruzione? Un accidente. Ne sapranno qualcosa, la Magistratura, gli appaltatori, gli ingegneri, gli architetti, ma tutti gli altri – a occhio e croce direi la stragrande maggioranza – non ne sanno un’acca. E che c’entra il Comune? Non abbiamo nulla da nascondere (qualcuno ha per caso affermato il contrario?)”. Cosa abbiamo fatto di male in questo paese per meritarci una classe politica così? “Queste sono quisquilie“. E giù elenchi, dettagli, numeri e tesi di laurea di giovani avvocati, un eloquio che è un inno alle anfetamine per tenersi svegli e un attentato all’intelligenza. “Abbiamo agito sempre in nome della trasparenza“. E poi dice che uno si incazza se ragiona sui benefici derivati dal saper riconoscere la differenza tra la sopportazione e la misericordia. “Abbiamo il senso del dovere“. “E anche se non ancora ufficialmente Santo credo di essere già Santo in mente ai guardiesi“: ci ricorda Floriano. Ma le nuove leve non sono da meno. “Abbiamo un’etica (come altre doti). Pensiamo solo alla collettività. Anzi, siamo devoti alla collettività. Siamo veri e propri missionari della causa pubblica“. Ed è vero: infatti a forza di creare poltrone Floriano ha costruito un salotto. E ora ci fa accomodare i soliti noti. Quando una persona parla in terza persona non è mai un bel segno. Ora lo fa pure Floriano. In psicologia si chiama dissociazione mentale. “Onestà! Siamo gente onesta“. La parola stasera gli è uscita come un rigurgito, come un riflusso esofageo mal trattenuto. “Abbiamo soltanto consegnato le chiavi dell’ufficio…”. E ancora: “Io non c’ero, se c’ero dormivo e se dormivo sognavo una scampagnata a Reguengos de Monsaraz“. E già qui ti rendi conto, con queste frasette di circostanza, di avere di fronte un personaggio a cavallo tra il Marchese del Grillo e Andreotti.

Allo stato attuale, ogni speranza di farlo cadere è pia illusione. Ma se c’è un posto dove difficilmente si può sperare di battere Floriano quello è il Consiglio comunale. Lì, Floriano troverà sempre una scusa e si terrà alla larga dai guai. Floriano sa bene che cos’è il suo pubblico, lì: è la lavatrice del riciclo dei campieri del suo feudo elettorale. È il Partito della Pagnotta al cui confronto qualunque opposizione non può che giocare a ruba bandierina. Sarà dura! Floriano si batte solo coinvolgendo l’opinione pubblica, rendendola partecipe… non facendosi convincere dal suo essere imbonitore, e dai suoi bambolotti supponenti e arroganti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...