…una rotonda sul mare

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2y0wckt0Che scena. Floriano che legge il suo discorso tra gli applausi. Il sole. La “Rotonda delle Cantine”. Cravatta rassicurante. Non dozzinale. Mani senza calli. Braccia aperte, accoglienti. Dopo di che il verde del prato appena rasato. L’Opera. La folla. Le telecamere. Quindi il nastro, tricolore, tenuto con nonchalance da due fanciulle. E le forbici, infine. Tenute con civettuola noncuranza. Pronte per essere fotografate e raffigurate per aggiornare la mistica del personaggio… Ma quanta maturità sprecata.

Ed ecco, dunque, Floriano, mentre taglia la fettuccia e inaugura l’Opera, il celebrato Grappolo d’Uva; mentre, raccogliendo le idee e gli appunti, si avvicina il microfono tra gli applausi: sa di destinarsi alla celebrazione dei propri contemporanei. Sa di essere più efficace di un milione di promesse. È pur sempre un accorto compare Floriano. Sa che presto si andrà alle elezioni, perché si andrà tra un paio di mesi, e sarà un torneo all’ultimo sangue.

Verrebbe voglia di partecipare al rito della rotonda e posizionarsi in prima fila, senza aspettare neppure che finisca il battimani festoso e declamargli contro, al modo dei futuristi (vista l’avanguardia dell’opera che si va ad inaugurare), un proclama dispettoso, tratto da una scena di Luigi Pirandello: “Contro questo capolavoro di retorica mi prendo la responsabilità di consegnarle questo cappello da giullare”.

Che scena.

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