Guardia Sanframondi: “Tempo di elezioni”

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cropped-raffaele-pengue1.jpgAnche a Guardia Sanframondi domenica è sempre domenica, specie se è quella successiva ad una tornata elettorale. Ieri mattina, sugli appositi spazi destinati alle pubbliche affissioni e alla disinformazione consapevole, è arrivata un’inaspettata folata di vento estivo e sono apparsi ben due manifesti. Nel primo manifesto, a firma dell’associazione Icoraggiosi, si fa riferimento alle innumerabili “panzane” dell’amministrazione Panza. Bene! Chapeau! Tuttavia, pur condividendo in larga parte i contenuti del manifesto, sia nella parte relativa ai finanziamenti a scopo pre-elettorale che sull’appropriazione di meriti non propri dell’amministrazione Panza (d’altronde gli annunci magniloquenti sono da sempre il cardine di questa amministrazione, così come è notorio l’ego smisurato del nostro sindaco), nello stesso non ci si sottrae dall’indirizzare l’ennesima stoccata anche all’opposizione di centro destra, affibbiandogli addirittura la definizione di “sciacalli”.

Sgombriamo il campo da equivoci e non diamo adito a inutili e dannose polemiche: tutte a totale vantaggio dell’attuale amministrazione. Dov’è lo scandalo? Tale da meritarsi il termine improprio “di sciacalli”. Suvvia! Siamo seri! Come dice il proverbio: Pecunia non olet. Tuttavia, qualora la suddetta associazione non ne fosse a conoscenza, l’argomento dei finanziamenti post-terremoto concessi all’amministrazione Panza dalla Giunta Caldoro (notoriamente di centro destra), finanziamenti, “ottenuti” a detta dell’associazione medesima “grazie ad amici che hanno buoni uffici in regione…”, è già stato affrontato e ampiamente discusso con i vertici di Forza Italia e ribadito nel corso in un convegno pubblico tenutosi a Guardia a fine aprile, durante il quale si è riaffermato il principio guida dell’azione della Giunta regionale in questi quattro anni e cioè quello di non aver mai fatto distinzione alcuna nel distribuire risorse alle varie amministrazioni del territorio, indipendentemente dalla colorazione politica (contrariamente all’operato delle precedenti gestioni regionali, vedi Bassolino).

Come mai, allora, mi domando, l’affondo dell’associazione Icoraggiosi? Sarà soltanto per il primo venticello estivo? O il tentativo da parte di questa associazione di egemonizzare il dibattito interno all’opposizione guardiese in vista della prossima competizione elettorale?

Ciò detto, andiamo oltre e occupiamoci dell’altro manifesto domenicale di cui parlavo sopra. Per intenderci quello fuorviante del partito democratico locale, infatuato e ringalluzzito dalla vittoria nazionale del cavallo di razza, Matteo Renzi, e salito sul suo carro per salvare anzitutto se stesso e dunque lo status quo, che ringrazia l’elettorato guardiese che gli ha dato fiducia in queste europee.

Premesso che secondo me l’astensionismo non inficia in alcun modo una chiara vittoria elettorale, chi non vota delega la decisione agli altri, com’è ovvio, e i risultati si valutano in base a chi ha espresso la sua scelta, in termini di voti assoluti, quello del Pd non è certamente un trionfo, ma semmai una semplice conferma: 927 preferenze, il serbatoio da cui da lustri attinge tradizionalmente. E poi, in queste europee il locale Pd ha vinto solo perché correva da solo. La classica vittoria di Pirro. Perché dall’altra parte c’era un elettorato guardiese svogliato. Tanta opposizione, tra cui Forza Italia, che ha preferito non andare a votare. Ciò nonostante, e al di là delle polemiche di cui sopra, che non fanno bene a nessuno, né a chi le subisce né a chi le fomenta, queste elezioni possono rappresentare un’occasione di riflessione irripetibile.

È necessaria una riorganizzazione dell’opposizione all’amministrazione targata Panza in vista delle prossime amministrative. Lo chiedono soprattutto gli astenuti, i rassegnati: c’è un’intera fetta di elettorato che non si sente rappresentata da questa amministrazione. Tanta bella gente stanca di una classe dirigente che occupa e controlla tutto! Forza Italia è pronta a sostenere chiunque abbia voglia di mettersi alla prova, di mettere a disposizione della collettività il proprio bagaglio di idee e progetti. Perché non è vero che “tanto non cambia mai nulla”. Perché, nonostante il nauseante arrembaggio al carro del vincitore, la devastante confusione dei cittadini menati per il naso in questi quattro anni, non sono convinto che l’attuale classe dirigente avrà davanti un altro lustro di potere.

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