C’è un paese del Sannio che, ogni sette anni, si trasforma in un immenso teatro a cielo aperto: Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, dove i Riti Settennali coinvolgono l’intera comunità in una delle più intense manifestazioni di devozione popolare d’Italia. Da questa radice profonda nasce ora un’idea più ambiziosa: fare del piccolo borgo campano il punto d’incontro annuale delle tante “Italie rituali”: quelle fatte di processioni, pellegrinaggi, feste patronali, danze e musiche tradizionali che ogni territorio custodisce e tramanda a modo proprio.

Il progetto si chiama Festival della Ritualità e la sua ambizione, dichiarata già nel titolo, è chiara: non un semplice festival folkloristico tra i tanti, ma un laboratorio permanente di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano, capace di mettere in rete Comuni, Pro Loco, confraternite, università e operatori turistici attorno a un’unica domanda: perché le comunità continuano, ancora oggi, a custodire i propri riti?

L’ipotesi di programma prevede un appuntamento principale nel periodo estivo, preceduto da un lungo lavoro di preparazione e seguito da un anno di produzione di contenuti, documentari e iniziative. Al centro, un confronto sulla ritualità nella società contemporanea, durante il quale ogni Comune italiano partecipante presenterà la propria tradizione attraverso documentari e incontri con autori e registi; le serate saranno invece dedicate a musica e danze popolari nel centro storico.

Attorno a queste giornate centrali nascerà un Villaggio della Ritualità nel centro storico, con spazi dedicati ai territori partecipanti, un’area per la proiezione continua di documentari, dimostrazioni di artigianato, musica e un’area gastronomica pensata non come semplice spazio di ristorazione, ma come ulteriore tassello del racconto culturale dei territori.

Il valore aggiunto del progetto, sottolineano i promotori, sta proprio nella sua origine: non un tema scelto a tavolino, ma un’iniziativa che nasce da una tradizione — quella dei Riti Settennali — profondamente radicata nel territorio. «Da una comunità nasce un incontro tra comunità. Da un rito nasce un viaggio attraverso l’Italia», si legge nel documento di presentazione.

Resta da definire chi vorrà collaborare concretamente al Festival, quale sarà la data della prima edizione e quali Comuni ed enti nazionali risponderanno all’appello. Ma l’idea di fondo — trasformare un rito locale, come i nostri Riti Settennali, in un’occasione di incontro nazionale tra le tante Italie che ancora si riconoscono nelle proprie tradizioni — punta a intercettare un interesse che va ben oltre i confini del Sannio.

Il Festival della Ritualità, quindi, nasce come un progetto aperto e partecipativo. Per questo l’invito è rivolto all’amministrazione comunale e a tutti coloro che condividono l’idea di mettere in rete esperienze, competenze e comunità: Comuni, Pro Loco, confraternite, associazioni culturali, studiosi, università, operatori turistici, artisti, artigiani, realtà del terzo settore e singoli cittadini.

Chiunque fosse interessato a collaborare, partecipare o contribuire alla costruzione dell’iniziativa può scrivere un messaggio, una e-mail. A ciascuno sarà inviato via e-mail un opuscolo/dossier di presentazione del Festival di oltre trenta pagine, con le finalità del progetto, le modalità di partecipazione e le prime ipotesi organizzative.

Perché se l’obiettivo è costruire il primo Festival della Ritualità a Guardia Sanframondi, il primo passo non può che essere quello di cominciare a conoscersi, raccontarsi e camminare insieme.