
Sul finire dell’anno è giusto e doveroso iniziare col rendere omaggio agli esperti della grande politica di questa comunità, che su come amministrare Guardia Sanframondi non hanno mai sbagliato un colpo, anzi hanno dato prova di un’intrepida e insospettata capacità, basando le scelte esclusivamente sulla realtà nuda e cruda riscontrata sul campo. Mica come noi “visionari”. Mi rendo conto che parlare ancora di loro l’ultimo dell’anno sia eccessivo, ma questo è, purtroppo, lo stesso film da sempre. Quando sei a capo della comunità dici delle cose, quando sei all’opposizione affermi il contrario. Poi l’opposizione va ad amministrare ma fa le stesse cose di chi li ha preceduti… Questo il film.
Il 2023 è stato per me l’anno in cui ho ricominciato a scrivere. O perlomeno di scrivere sul blog, e scrivere esclusivamente d’attualità politica di Guardia. È l’ultima cosa che pensavo di fare, anzi di non fare. Per me scrivere di questa disgraziata comunità è vivere, arrivo a dire che vivere è un pretesto narrativo per scrivere innanzitutto su ciò che non va in questo paese (e immagino di scrivere fino a che sono vivo e pensante). E invece scrivendo di Guardia mi sono trovato a vivere l’esperienza dell’azzeramento, dell’annichilimento, dell’uscita dal contesto di comunità. È come se avessi assistito al mio funerale. La cosa curiosa, devo però dire, è che ho vissuto questa assenza e questa deprivazione senza angoscia, ma con stoicismo. Certo, a volte magari è affiorato un velo di tristezza, a volte un filo di rabbia e d’inutilità, più spesso di attonita sorpresa per l’assordante silenzio di un piccolo mondo a cui credevo di appartenere, in prima linea, quello della politica spicciola che non si è accorto di nulla e non ha mai accennato, nemmeno di striscio, al fatto che qualcuno con una visione di futuro per questo paese credo rappresentativa una vasta area di guardiesi (sicuramente la maggioranza) e di sensibilità non rappresentata, fosse completamente scomparsa, anche se non era giunta notizia di un decesso. Rassicuro perciò i “trenta lettori”: non è successo niente, niente di grave. Neanche per me. Che non ne ho mai fatto un dramma, l’ho considerato, come sempre mi è accaduto nella vita, come un segno del destino; il cammino segue altri percorsi, più accoglienti, e poi da tempo sono in fuga dall’Ego e dal mio paese.
Il blog dedicato a Guardia, pur nell’assordante silenzio della politica politicante paesana, in questi anni ha incontrato migliaia di lettori guardiesi e non. E grazie ai loro silenzi di approvazione oggi il blog è più vivo che mai e continua a seguire la mente dell’autore… E chissà, con il prossimo anno e con i prossimi Riti, forse passerà dagli scritti agli orali, dalla tastiera del pc al palco per inscenare l’amore per queste antiche case e la sua odierna mancanza. Nel frattempo non prendetevela con chi mi tolse la parola e la libertà di dire, e nemmeno con chi finge che io non sia mai esistito o sia morto da anni, magari insieme a quella politica fatta solo ed esclusivamente per i cittadini della mia comunità. È andata così, ogni morte corrisponde a una rinascita, è un cambiamento di stato e il futuro riserva sorprese.
Grazie allora a chi mi ha seguito in questa vacatio forzata, grazie a chi nonostante tutto continua a propagarne la voce nel silenzio. Ora inizia l’anno in cui risorgerò e non solo a mezzo blog. Grazie di cuore, e auguri di Buon Anno, di sicuro ci rivedremo domani, anche se un domani preciso non so dire…