Stamattina, mentre il giornalone rilanciava in prima pagina la prossima visita a Guardia del sindaco di Vancouver, l’ennesima americanata a cui ci hanno abituato le amministrazioni globalizzate di ieri, di oggi e probabilmente di domani, siamo tutti col fiato sospeso in attesa del Verbo del sindaco o chi per esso in merito alla questione “Stretto della Portella”, sollevata sui siti d’informazione dalla minoranza (un capolavoro della suspense che tiene tutti i guardiesi col fiato sospeso come non accadeva dai tempi di Profondo rosso). Dibattito reso inutile e pure ridicolo vista la complessità della questione. Tutti in attesa di sapere se l’Arco di Trionfo (copyright Guardia sei Tu) verrà rimosso. Ora – ci diciamo fra noi – parla Carlo Falato, nuovo Salvator Mundi, e mette in riga quei tamarri della minoranza. Stiamo parlando di quel Carlo Falato, il Migliore, che aveva ereditato da Ceniccola agli inizi del nuovo millennio lo scettro del Comune e doveva guidare Guardia fino al 2010, anzi al 2030 (senza neppure il fastidio di candidarsi alle elezioni), anzi finché era vivo e forse pure da morto? E che da quando l’hanno trombato alla Rocca, che è un po’ il suo Papeete, tre anni orsono è tornato alla ribalta? Proprio lui. Oggi, infatti, nella rubrica notizie dalla valle telesina, su un sito locale, la minoranza – quella che se la canta e se la suona ed è alla disperata ricerca di qualcuno che dia loro ascolto – domanda: “Stretto della Portella: quali prospettive in vista dei Riti Settennali?”. È chiaro allora che il popolo guardiese, fra un grappolo d’uva e una coda alla cantina, attende con ansia la pronta e piccata replica di Carlo Falato, il portavoce del sindaco, il “portatore sano” dell’amministrazione (e pure, la lingua più felpata di Guardia), il custode più occhiuto dell’unicità del cambiamento, che con l’intelligenza, la logica, il senso dell’umorismo e anche del ridicolo che lo contraddistingue, certamente farà notare le contraddizioni della minoranza con la stessa grinta da pesce lesso con cui loro denunciano il pressapochismo della maggioranza. Vi pare che un tal pezzo d’uomo non sia in grado di rispondere a tono ai suoi “amici” della minoranza? E di certo non mancheranno le condivisioni degli accumulatori seriali di post che (disgraziatamente) sono parte integrante della maggioranza (a tal proposito, proponiamo di istituire un premio per i migliori post). È pur vero che (come si mormora) Carlo Falato non riesce neppure a spegnere le scaramucce fra colleghi all’interno di una maggioranza alla frutta, ma queste sono miserie su cui nemmeno s’abbassa. Anche per questo noi crediamo che stavolta non ci sarà nemmeno un sospiro. L’Arco di Trionfo, come per incanto sparirà già nelle prossime ore, per la gioia della minoranza e delle migliaia di visitatori che l’anno prossimo invaderanno Guardia per i Riti. Nessun titolone sul giornalone locale. E neppure un posticino su facebuk dal titolo: “Non c’è nessun problema trasparenza… Non abbiamo nulla da nascondere”. Per il resto se la replica di Carlo Falato ci sarà non potrà che essere come quel vecchio spot dei preservativi, col professore che ne sventola uno in classe chiedendo di chi è e tutti gli allievi rispondono “È mio!”. Insomma, il solito frittomisto scombiccherato e imbarazzante (non per gli accumulatori seriali di post, che non conoscono vergogna e non hanno mai la più pallida idea di ciò che postano) sulle responsabilità di quelli che c’erano prima (ma curiosamente omettendo di aggiungere che fra maggioranza e opposizione ci sono sempre loro).
Una scena strepitosa, che mescola vergogna e ridicolo in un paese che ha smarrito l’una e l’altro. E il disgustoso “Arco di Trionfo che turba non poco gli animi cittadini” è la perfetta natura morta di una classe dirigente autistica e interessata solo alla sua impunità di gregge, che si esibisce davanti a una comunità narcotizzata (che poi è un camposanto). Una banda larga che, se non avesse dalla sua la non conoscenza della realtà dei cittadini, di ciò che li circonda, il non vedere, l’essere offuscati, starebbe già rimpiangendo i bastoni e i sacchi di juta sulla testa dei nostri nonni
Altri due anni sono un’eternità: sicuri di poterci permettere altri 24 mesi di agonia? Non è meglio congedarli tutti e subito? Chi non vuol farlo per noi lo faccia per loro.