Il circolo Pd, l’infiltrato e il bene di Guardia

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Come spiegare Guardia del dopo voto, la formula politica vigente e la molla che ha spinto alla vittoria la lista Esserci? Con il comunicato apparso oggi a firma del “valoroso” circolo locale Pd. Sino a qualche anno fa anche a Guardia c’era il voto ideologico (ad esempio, destra contro sinistra) che faceva coppia rivale col voto clientelare: le molle prevalenti erano la convinzione e la convenienza, ovvero l’appartenenza a una famiglia politico-ideologica e il voto di scambio, l’attesa del posto, della licenza edilizia, del favore. Di solito il voto conservativo dello status quo era del secondo tipo e il voto d’opposizione era del primo tipo. Ora, da qualche lustro, le categorie della politica si sono prosciugate, ridotte all’osso. Il risultato è che oggi si vota e si è votato contro, si è votato anti, si è votato per sfregio e per antipatia, ancor prima che per adesione e per simpatia.

Consumato il rito elettorale, come consuetudine, interviene la manipolazione ideologica, si fanno campagne d’odio contro presunti o marginali seminatori di odio, e si indicano al pubblico disprezzo gli “impresari della paura” che sarebbero naturalmente i propri odiati nemici. Che siano elettori di destra, centrodestra, estremisti, ecc… Così, quasi senza accorgercene, passate le elezioni, siamo rientrati nel regno dell’Odio a fini propagandistici. Seppur conservando una parvenza di impegno sui social, i residui della lista “Guardia sei tu” (ops, circolo Pd), sono rimasti defilati dalla scena pubblica, hanno detto poco, annunciato meno, usando pantofole felpate per non far sentire i loro passi. D’altronde bisogna capirli, una disfatta per soli 21 voti brucia. Terminata la quarantena, ecco allora riapparire l’Odio Democratico. Il solito refrain sull’antipopulismo buono per tutte le stagioni. Destra contro sinistra. Buoni e cattivi. Nella classica forma intimidatoria: “Non possiamo consentire che le liste civiche diventino poi espressione chiara di ciò che in campagna elettorale non veniva dichiarato. La propria appartenenza politica e partitica…”. Il solito, monotono carosello di cazzate. Sempre le stesse chiacchiere. “…non possiamo tacere di fronte all’idea che nella nostra comunità, passi il messaggio di chi, per anni, non ha fatto altro che gettare fango sulle aree del sud e sulla nostra gente…”. Una processione di nemici dell’umanità che dà loro ancora un briciolo di senso e una ragione di esistere e di sentirsi necessari, moralmente superiori: “…populisti… legati alla criminalità organizzata… gente che non vuole lavorare…”. Naturalmente, come vuole la tradizione che è alle loro spalle, si odia a fin di bene, se si vuole l’eliminazione almeno nominale dei propri avversari, la loro cancellazione dalla società civile, è sempre per garantire l’amore per il prossimo (e il proprio): “…un banchetto raccogli firme promosso e organizzato da un neo eletto al Consiglio Comunale di Guardia Sanframondi, Coordinatore territoriale Lega e Salvini Presidente… un imputato a processo per reati gravi in violazione del diritto nazionale e internazionale… una maggioranza nella quale convergono forze di centro destra e destra, come la coordinatrice regionale dei giovani di Forza Italia, oggi anch’ella, alla guida del governo guardiese…”. È questo il nemico? Il banchetto raccogli firme? La diversità di opinioni? La condivisione di idee alternative alle proprie? No, il loro vero nemico storico, ontologico, assoluto è la realtà. Ecco, sono contro la realtà. Rifiutano la realtà, l’esperienza, il senso comune, il responso e il sentire popolare. E questo spiega il delirante ammonimento, il tentativo, l’appello infruttuoso che lanciano per cercare di ritrovare il rapporto con la gente guardiese, rifarsi un’anima, dopo la batosta elettorale. Poi ogni tanto, nella terapia di gruppo si chiedono: ma dove abbiamo sbagliato, perché il popolo ci è stato contrario? Perché hanno dichiarato guerra alla realtà. Per carità, sempre nel nome del bene di Guardia… Odiano gli avversari, sì ma a fin di bene.

Saranno gli effetti del dopo voto, ma un tempo i soci del “valoroso” circolo Pd camuffavano l’odio di ideologia, ora l’odio unito alla rabbia e al rancore per la sconfitta basta a se stesso, si fa odiologia. Ma nel nome del Bene di Guardia, per carità.

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