C’è un appuntamento che si avvicina a Guardia Sanframondi e che vale la pena guardare con attenzione, anche al di là di quello che appare in superficie.
“GustaGuardia” sta per presentarsi alla comunità con un evento pubblico che non sarà soltanto la vetrina di un progetto enogastronomico e culturale, ma qualcosa di più denso, più ambizioso: una proposta politica, nel senso più pieno e più esigente del termine.
Il progetto nasce per valorizzare l’identità del territorio — i vini, l’olio, le tradizioni, il paesaggio, la spiritualità che attraversa da secoli la vita del paese — ma chi lo ha seguito da vicino sa che “GustaGuardia” non si esaurisce nell’organizzazione di eventi o nella promozione turistica. È, nelle intenzioni di chi lo anima, una proposta di comunità: un modo di immaginare ciò che Guardia Sanframondi può — e deve — diventare. Un vuoto da riempire, con metodo e con visione.
Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio fanno da sfondo inevitabile a questa presentazione. Non perché “GustaGuardia” voglia essere una lista elettorale mascherata da evento, ma perché chi ha costruito questo progetto sente con chiarezza che il momento è propizio — e forse necessario — per tradurre una visione anche in proposta di governo. Il paese ha bisogno di futuro, non di un’alternanza cosmetica che cambia i volti senza cambiare il passo.
“GustaGuardia” è qualcosa di più. Dietro il nome c’è qualcosa di preciso. Gustare un luogo significa riconoscerne le eccellenze, abitarlo con consapevolezza, costruirne l’attrattività in modo stabile e non episodico. Significa pensare a Guardia Sanframondi come a una destinazione culturale capace di essere viva tutto l’anno, non solo nei mesi estivi. Ma significa anche non distogliere lo sguardo da ciò che non funziona: gustare, in questo senso, è anche un atto critico. Un rifiuto della rassegnazione. È una visione che tenta di cucire insieme due piani che a Guardia purtroppo troppo spesso rimangono separati: quello della promozione culturale e territoriale e quello dell’amministrazione quotidiana. “GustaGuardia” vuole essere il punto di sutura tra questi due mondi — tra chi parla di vino e paesaggio e turismo e chi si occupa di bilanci comunali e servizi ai cittadini — nella convinzione che separare queste dimensioni significhi impoverirle entrambe.
La presentazione del 28 marzo sarà, con ogni probabilità, anche un momento di ascolto. Un appello rivolto a quella parte della comunità che guarda alla cosa pubblica con preoccupazione ma anche con voglia di fare: cittadini, associazioni, imprenditori, persone con competenze, con radicamento nel territorio, disposte a trasformare quella preoccupazione in responsabilità concreta. Non professionisti della politica, ma cittadini disposti a mettersi in gioco. Protagonisti, in altre parole.
Chi parteciperà troverà probabilmente non solo una presentazione ma un invito. Un invito a smettere di osservare da lontano e iniziare a fare: a portare le proprie competenze, la propria passione e il proprio senso civico dentro un progetto collettivo che ambisce a qualcosa di più grande, capace di offrire a Guardia Sanframondi, e a chi ancora ci crede, un’alternativa vera al declino silenzioso.
Il futuro non si invoca. Si organizza. E il tempo, evidentemente, è adesso.