La suggestiva cornice del Castello di Limatola ha ospitato, nella giornata odierna, la cerimonia di proclamazione e insediamento dei minisindaci, un appuntamento che ha visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale di Limatola guidata dal sindaco Domenico Parisi e dei Comuni di Dugenta, Frasso Telesino e Melizzano, e che si aggiunge a quella che si è svolta nei giorni scorsi a Torrecuso. Un evento sentito e partecipato, che si inserisce nel solco dell’iniziativa nazionale “Coloriamo il nostro futuro – Minisindaci dei Parchi d’Italia”, giunta alla 26ª edizione e pensata per avvicinare concretamente i più giovani alla vita istituzionale e al senso civico.
Un progetto che non si limita alla simbologia delle fasce tricolori, ma che mira a educare le nuove generazioni alla responsabilità, alla partecipazione democratica e alla consapevolezza del bene comune. Valori che, oggi più che mai, dovrebbero rappresentare una priorità per ogni comunità locale che guardi al futuro con serietà.
Eppure, mentre in diversi territori si rilancia e si rafforza questo percorso educativo, altrove si registra un silenzio che non può passare inosservato. Il riferimento è a Guardia Sanframondi, dove un’iniziativa di questo tipo non solo non viene più promossa, ma sembra essere stata del tutto rimossa dall’agenda istituzionale.
Un paradosso, se si considera che proprio Guardia Sanframondi fu tra i Comuni pionieri di questa esperienza: era circa 25 anni fa quando, sotto l’amministrazione guidata da Amedeo Ceniccola, venne eletto il sindaco junior nella persona di Luigi De Nicola. Un segnale di apertura, allora, verso una politica capace di coinvolgere i più giovani e di riconoscerne il ruolo attivo nella comunità.
Cosa è cambiato da allora? Perché un’esperienza che oggi viene celebrata e valorizzata in altri Comuni viene invece lasciata cadere proprio dove aveva trovato terreno fertile in anticipo sui tempi? Si tratta di disinteresse, di miopia amministrativa o, peggio ancora, della scelta consapevole di tenere le nuove generazioni ai margini della vita pubblica?
Domande legittime, che attendono risposte altrettanto chiare. Perché parlare di futuro senza coinvolgere i giovani rischia di restare solo uno slogan, e dimenticare il passato – soprattutto quello virtuoso – è spesso il primo passo per impoverire il presente.