Ci sono momenti in cui una comunità ha bisogno di guardare avanti con coraggio, di immaginare un futuro diverso dal presente. Guardia Sanframondi vive uno di questi momenti. E la proposta “Gusta Guardia”, presentata domenica scorsa dall’ex sindaco Amedeo Ceniccola e condivisa dal movimento Rinascita Guardiese insieme alla Casa di Bacco, rappresenta esattamente questo: una visione chiara, ambiziosa e necessaria per il futuro del nostro borgo.
Non è retorica. È la risposta concreta a una domanda che tutti ci poniamo: Guardia può davvero invertire il declino demografico ed economico che minaccia i nostri paesi? La risposta è sì, ma solo se sapremo costruire un progetto condiviso, competente e duraturo. Un progetto che guarda lontano. “Gusta Guardia” ha il merito di non limitarsi alla superficie. Non parla solo di eventi o di promozione turistica occasionale, ma di una strategia integrata che tocca tutti i pilastri dello sviluppo territoriale: ospitalità, valorizzazione del patrimonio, economia locale, identità culturale.
Il potenziamento dell’enoturismo, ad esempio, risponde a una vocazione territoriale autentica. Guardia è terra di vigne, di cantine, di tradizioni enologiche tramandate da generazioni. Questa ricchezza non può restare frammentata e sottoutilizzata. Serve un’offerta coordinata, riconoscibile, capace di attrarre visitatori alla ricerca di qualità e autenticità. “Gusta Guardia” può diventare il contenitore di questa trasformazione, il marchio che identifica un territorio e la sua eccellenza.
C’è poi un aspetto che merita particolare attenzione: la continuità progettuale. Troppo spesso nel nostro territorio i progetti ambiziosi si sono arenati con il cambio di amministrazione, dispersi tra campanilismi e contrapposizioni politiche sterili. Questo è stato un errore grave, che ha frenato lo sviluppo di Guardia per anni. “Gusta Guardia” si propone esplicitamente come progetto di lungo periodo, di governo. È un approccio maturo, necessario. Perché la rinascita di un borgo non si costruisce in cinque anni, ma richiede decenni di lavoro paziente, coerente, condiviso.
La presenza di attori diversi – dall’ex sindaco Ceniccola all’associazione Rinascita Guardiese, dalla Casa di Bacco agli operatori economici del territorio – è già un segnale positivo. Indica la possibilità di costruire un fronte ampio, trasversale, fondato sulla competenza e sulla visione comune piuttosto che sulle divisioni ideologiche.
Guardia Sanframondi possiede tutto ciò che serve per competere nel panorama del turismo culturale ed enogastronomico italiano. Ha un centro storico di grande valore, un castello che domina il paesaggio, tradizioni artigianali vive, una spiritualità profonda che si manifesta nei Riti Settennali, una comunità coesa. Ha vigneti e cantine che producono vini di qualità. Ha paesaggi che incantano. Ciò che è mancato finora non sono le risorse culturali o naturali, ma la capacità di metterle a sistema, di trasformarle in un’offerta turistica strutturata e attrattiva. “Gusta Guardia” può colmare questo vuoto, diventando un calendario stabile di eventi, festival tematici, esperienze, percorsi che rendano Guardia una destinazione culturale attiva tutto l’anno, non solo durante i grandi appuntamenti. Il turista contemporaneo cerca esattamente questo: autenticità, lentezza, immersione in contesti dove cultura, paesaggio e tradizioni si intrecciano. Guardia può offrirlo. Ma serve un’organizzazione professionale, una comunicazione efficace, un’accoglienza di qualità.
Non è retorica: questo progetto può davvero cambiare il futuro di Guardia. Ma ha bisogno di tutti noi per realizzarsi. Mettere da parte le divisioni e lavorare insieme per il bene comune. Ha bisogno degli imprenditori locali – vignaioli, ristoratori, artigiani, operatori dell’ospitalità – che devono credere nel progetto e investire con coraggio. Ha bisogno delle associazioni culturali, sportive, religiose, che sono il tessuto vivo della nostra comunità. Ha bisogno dei giovani, che devono vedere in Guardia non un luogo da cui fuggire, ma un territorio dove costruire il proprio futuro.
E ha bisogno dei cittadini, di chi vive qui ogni giorno e conosce Guardia meglio di chiunque altro. Perché nessun progetto di rinascita può funzionare senza il sostegno, la partecipazione, le idee di chi il territorio lo abita.
L’invito lanciato da Ceniccola e Rinascita Guardiese è chiaro: chi condivide questa visione si faccia avanti. Non per applausi o consensi formali, ma per mettersi concretamente al lavoro. Con competenza, serietà, disponibilità a collaborare. Guardia può scegliere il proprio destino. Può decidere di restare ai margini, guardando con nostalgia a un passato che non tornerà. Oppure può scegliere di costruire un futuro nuovo, fondato sulle proprie radici ma aperto all’innovazione, capace di attrarre persone, investimenti, opportunità.
“Gusta Guardia” è più di un progetto. È la dimostrazione che questa seconda strada è possibile. Che visione, competenza e volontà reale possono trasformare un borgo in difficoltà in una comunità vitale e attrattiva.
La rinascita guardiese non è uno slogan. È un cantiere aperto. E ogni guardiese che crede nel futuro del proprio paese è chiamato a prenderne parte. Il momento di agire è adesso. Guardia non può più aspettare.