E mentre piovono milioni sul Sannio – 138.972.143,14 euro per essere precisi – con 55 Comuni e 2 interventi provinciali a fare incetta di fondi per strade, ponti, frane e sicurezza, c’è un silenzio che rimbomba più forte di una buca presa in pieno a 30 all’ora: quello di Guardia Sanframondi, il Comune-fantasma delle graduatorie.

Dove siete, amministratori? Perché a leggere la lista dei Comuni finanziati sembra di sfogliare l’elenco telefonico della provincia di Benevento – ci sono tutti, da Castelpagano a Pannarano, da San Lupo a Bonea – tranne Guardia. Un caso? Una dimenticanza? Uno scherzo? Oppure una sfortunata coincidenza cronica?

Eh sì, perché non è la prima volta. Quando si parla di scuole, Guardia non c’è. Quando si parla di servizi, Guardia non c’è. Quando si parla di strade, Guardia non c’è. A questo punto è lecito chiedersi: c’è almeno Guardia?

Certo che c’è! Guardia il paese delle opportunità (perdute). Le strade comunali cadono a pezzi, i collegamenti sembrano pensati da un urbanista con la passione per il rally, e i cittadini si arrangiano, tra sospensioni distrutte e viabilità da terzo mondo. Eppure (complice la scadenza elettorale, è disonesto negarlo) i finanziamenti c’erano e ci sono. Eccome se ci sono. Ma per accedervi servivano progetti seri, presentati in tempo, con una visione chiara.

E allora viene il dubbio (amara ironia): non è che per caso i Comuni finanziati hanno saputo fare il proprio lavoro? Non è che hanno saputo scrivere, presentare e difendere proposte valide, mentre a Guardia qualcuno stava ancora cercando il timbro o aspettando un fax?

Certo, qualcuno dirà: “Eh, ma è colpa della politica regionale, se sei del partito sbagliato ti ignorano.” Potrebbe essere. O forse no. Perché guardando bene l’elenco dei Comuni beneficiari, si scopre che ci sono amministrazioni di ogni colore. Il criterio, a quanto pare, non era il colore della fascia tricolore, ma la concretezza della proposta.

Dunque, la vera domanda è: Guardia ha partecipato? Ha presentato almeno un progetto? Ha chiesto qualcosa? Perché se la risposta è no, allora la politica non c’entra nulla. C’entra l’inadeguatezza amministrativa, la mancanza di visione, e la solita, desolante improvvisazione di chi dovrebbe rappresentare un territorio, ma sembra più impegnato a tutelare il consenso che a costruire futuro.

A questo punto, servono risposte. Non giri di parole. E ancora più urgente: cosa si intende fare adesso? O dobbiamo aspettare la prossima “occasione persa”, le prossime elezioni, per poi indignarci a buoi scappati? Perché a forza di evitare i finanziamenti, rischiamo di diventare esperti solo in slalom tra le buche.