Leggo con attenzione e interesse alcune riflessioni recentemente condivise riguardo il futuro del nostro paese, il ruolo centrale dell’agricoltura, la bellezza del nostro centro storico, e la necessità – condivisibile – di rilanciare il territorio con progetti nuovi, concreti, e capaci di avere ricadute positive durante tutto l’anno.
Sono parole che fanno piacere, perché dimostrano una sensibilità verso la nostra comunità e un amore profondo per Guardia Sanframondi. Ma al tempo stesso non posso fare a meno di osservare che queste riflessioni arrivano da chi, nel recente passato, ha avuto un ruolo attivo nell’amministrazione del paese. E viene quindi naturale chiedersi: perché oggi queste proposte, e non ieri, quando c’era l’occasione concreta per realizzarle?
Non è una polemica sterile, né tantomeno un attacco personale. È una semplice considerazione che molti cittadini già da tempo si pongono – e che io stesso ho spesso evidenziato pubblicamente, anche quando non era comodo farlo.
Proporre una “Vinalia permanente” nel centro storico, o rilanciare i Riti attraverso percorsi religiosi strutturati durante il settennio, sono idee valide. Ma sono idee già emerse nel dibattito cittadino, spesso portate avanti da chi – con costanza e fuori dai riflettori – lavora per animare il paese, con spirito di servizio e amore per il territorio.
Il rischio, in un momento come questo, a ridosso di una nuova stagione elettorale, è che certe dichiarazioni suonino più come posizionamenti personali che non come contributi disinteressati al bene comune.
Eppure, il nostro paese ha bisogno di altro. Ha bisogno di coerenza, di memoria, e di responsabilità. Perché solo ricordando chi ha fatto cosa – e quando – possiamo costruire davvero un futuro condiviso.
Io credo che il confronto sia utile. Ma sia ancor più utile quando parte da un’assunzione chiara del proprio percorso passato, e non dalla rimozione dello stesso.
La sfida, oggi, non è solo immaginare nuovi progetti. È anche dimostrare, nei fatti, di saperli realizzare. In continuità con chi lavora da anni per questo territorio, senza intermittenze.