Anche quest’estate si ripete il copione già visto: l’ennesima occasione mancata per Guardia. Mentre i paesi limitrofi si animano di sagre, mercatini e manifestazioni enogastronomiche che attirano visitatori e creano economia locale, Guardia rimane ancorata a una strategia miope che ruota esclusivamente attorno a Vinalia, manifestazione indubbiamente di successo ma che da sola non può sostenere l’intero peso dell’attrattività turistica estiva.
È paradossale che un territorio con le potenzialità di Guardia si affidi unicamente a una manifestazione, per quanto riuscita. Vinalia, infatti, rappresenta certamente un momento di grande richiamo che porta migliaia di appassionati nel nostro paese, ma concentrare tutto su un singolo evento e per pochi giorni equivale a sprecare le enormi opportunità che la stagione estiva offre ai piccoli centri come il nostro. Il fenomeno è evidente ogni sera: quando gli abitanti di Guardia si riversano in massa verso i paesi circostanti, attratti da quella vivacità e da quelle iniziative che qui mancano completamente. Questa migrazione quotidiana verso sagre, eventi gastronomici e manifestazioni culturali dei comuni limitrofi rivela chiaramente quanto sia alta la voglia di socialità e di evasione dei cittadini guardiesi.
Di fronte a questa realtà, l’ente locale rimane incredibilmente passivo, dimostrando una capacità di immobilismo che rasenta l’arte. Non si registrano iniziative significative per trattenere i propri cittadini né tantomeno per attrarre visitatori esterni: evidentemente la classe dirigente locale ha interpretato il concetto di “dolce far niente” in modo fin troppo letterale, applicandolo anche alla gestione del territorio. Qualche sporadico evento organizzato dalle associazioni locali rappresenta l’unico timido tentativo di animazione territoriale, ma si tratta di iniziative isolate che, quando non vengono ignorate, non hanno un impatto reale.
Ancora più grave è l’atteggiamento di sistematico ostacolo che sembra caratterizzare l’approccio verso qualsiasi proposta alternativa. Come se esistesse una volontà deliberata di mantenere il monopolio di Vinalia, ogni altra iniziativa viene puntualmente boicottata o ostacolata, creando un clima di scoraggiamento che mortifica la creatività e l’intraprendenza locale. Forse temono che troppi eventi possano confondere i cittadini, abituati ormai a una dieta culturale rigorosamente monopiatto. Eppure la formula per il successo dei piccoli centri durante la stagione estiva è nota e consolidata. Le sagre paesane, i mercatini dell’artigianato locale, le rassegne enogastronomiche, i festival, gli eventi culturali diffusi nel tempo rappresentano da sempre il volano principale dell’economia turistica dei borghi italiani. Non si tratta di inventare nulla di nuovo, ma semplicemente di applicare strategie che altrove danno risultati straordinari.
I paesi che oggi attirano i guardiesi hanno compreso una verità elementare: l’estate è fatta di tante serate, non di un solo grande evento. Chi riesce a proporre un calendario ricco e variegato, distribuito nel tempo, intercetta non solo la domanda di socialità dei propri abitanti ma anche quella dei centri limitrofi, creando un circuito virtuoso di scambi e di economia locale. Guardia ha tutte le caratteristiche per essere protagonista di questo circuito anziché semplice “fornitore” di pubblico per gli eventi altrui. Il territorio, le tradizioni, le eccellenze locali, la posizione geografica: tutto converge verso possibilità inesplorate che l’immobilismo istituzionale e le resistenze corporative stanno sistematicamente sprecando. La voglia di socialità che ogni sera spinge i guardiesi verso i paesi vicini è la dimostrazione più evidente che il problema non è la mancanza di interesse, ma l’assenza di offerta. Una comunità che cerca altrove quello che dovrebbe trovare a casa propria è il sintomo di una classe dirigente locale che non ha saputo interpretare i bisogni del territorio, forse troppo impegnata in altre attività di cui non è dato sapere la natura. D’altronde, perché sforzarsi di creare opportunità quando è così più semplice guardare i cittadini partire ogni sera verso altri lidi. Un approccio che testimonia una visione politica di raro spessore: quella del minimo sforzo massimamente applicato.
È tempo di superare la logica del “tutto in un solo evento” e abbracciare una visione più ampia e lungimirante dello sviluppo turistico locale. Significa creare un sistema di eventi diffusi, sostenere le iniziative associative, valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali, aprire il paese a mercatini e manifestazioni che possano attirare visitatori durante tutti i mesi estivi. Non si tratta di fare concorrenza a Vinalia, ma di creare un ecosistema in cui quella manifestazione possa brillare ancora di più, inserita in un contesto vivace e dinamico che faccia di Guardia non solo una tappa obbligata per gli amanti del vino, ma una destinazione complessivamente attrattiva per chi cerca autenticità, tradizione e qualità della vita.
L’estate guardiese può e deve essere molto più di un’attesa. Può diventare una stagione di opportunità, di incontri, di crescita economica e sociale. Ma questo richiede una scelta politica precisa: quella di credere nel proprio territorio e di lavorare per valorizzarlo, ogni giorno, non solo quando arriva Vinalia.
Naturalmente, per fare questo servirebbero amministratori con visione, coraggio e voglia di lavorare. Caratteristiche che, evidentemente, non sono nei requisiti richiesti per amministrare Guardia. Forse è il caso di aggiornare gli annunci di lavoro.