Ogni mattina, nei giornali e nei siti web della provincia di Benevento, si ripete lo stesso spettacolo tragicomico: la lettura degli elenchi dei comuni beneficiari di finanziamenti. È come una lotteria al contrario, dove Guardia Sanframondi ha sviluppato un talento soprannaturale per non vincere mai. Fondi per la riqualificazione urbana, per le scuole, per le infrastrutture: una pioggia di risorse che bagna tutti tranne noi, come se il nostro comune fosse protetto da un ombrello magico anti-finanziamenti. Non è questione di fortuna o di capricci del destino. Guardia Sanframondi ha semplicemente perfezionato l’arte di trasformare ogni opportunità in un clamoroso buco nell’acqua. Il caso emblematico? Il finanziamento per il Pnrr, un capolavoro di inefficienza che meriterebbe un posto d’onore nel museo delle mancate occasioni.
Ma ecco il pezzo forte del nostro teatrino locale: il paradosso dei “ben collegati”. L’amministrazione comunale vanta la presenza di autorevoli esponenti delle forze oggi al governo. Sulla carta, dovremmo essere il comune meglio collegato della provincia. Dovremmo nuotare letteralmente nei finanziamenti governativi, avere una corsia preferenziale per ogni bando ministeriale. E invece? Gli unici soldi che arrivano regolarmente sono quelli per la Pro Loco.
Ironia della sorte: i nostri “potenti” collegamenti con Roma si rivelano meno efficaci di un ente governato dall’opposizione. Viene da chiedersi se questi illustri rappresentanti abbiano mai sentito parlare di telefono, email, o se preferiscano comunicare esclusivamente tramite piccioni viaggiatori.
Quel che appare certo è che l’amministrazione Di Lonardo ha elevato la mediocrità a sistema di governo. Mentre altri comuni si dotano addirittura di personale e strutture dedicate alla “caccia ai finanziamenti” – altri comuni delle nostre dimensioni ci riescono benissimo -, qui continuiamo a praticare la “caccia alle scuse”. Forse il problema non è la mancanza di risorse, ma la mancanza di quella cosa che una volta si chiamava “voglia di fare”. Siamo intrappolati in un circolo vizioso dell’incompetenza, un meccanismo perfetto: non abbiamo soldi per assumere competenze, quindi non riusciamo ad accedere ai finanziamenti, quindi non abbiamo soldi per assumere competenze. È un capolavoro di logica circolare che farebbe invidia a un filosofo greco.
Ma c’è un dettaglio che i nostri amministratori dimenticano di menzionare: questo circolo vizioso si spezza solo con una cosa che non costa niente e che evidentemente scarseggia dalle nostre parti. Si chiama competenza, e non necessariamente quella che si compra, ma quella che si acquisisce studiando, informandosi, dedicandosi al proprio lavoro con serietà.
L’amministrazione Di Lonardo ha sviluppato una strategia comunicativa geniale: qualsiasi problema è sempre colpa di qualcun altro. I debiti? Colpa della precedente amministrazione. I finanziamenti persi? Colpa delle procedure troppo complesse. La mancanza di progetti? Colpa della mancanza di fondi. È un sistema perfetto che garantisce l’impunità totale: se tutto è colpa di altri, nessuno è mai responsabile di niente. Peccato che mentre noi pratichiamo l’arte della giustificazione, altri comuni della provincia intercettano finanziamenti, realizzano opere, migliorano i servizi. Ma evidentemente loro non hanno la nostra creatività nell’inventare scuse. Intanto noi cittadini siamo diventati spettatori involontari di una farsa che dura da troppo tempo. Paghiamo le tasse per mantenere un’amministrazione che eccelle solo nell’arte di perdere opportunità. Assistiamo impotenti al declino del nostro comune mentre i paesi vicini corrono verso il futuro.
Ma forse è arrivato il momento di smettere di essere spettatori e iniziare a essere protagonisti. Non del cambiamento – quello, come abbiamo visto, richiederebbe amministratori competenti – ma almeno del malcontento. Perché continuare a subire in silenzio è complicità. Le soluzioni esistono (ma non a Guardia, evidentemente). Associazionismo intercomunale, partenariati pubblico-privato, formazione del personale, pianificazione strategica: sono tutte soluzioni che funzionano altrove. Altri comuni hanno capito che nell’era della complessità amministrativa serve professionalità. Noi continuiamo a pensare che basti la buona volontà. Risultato? Loro crescono, noi decresciamo.
Il futuro? Già scritto: Guardia Sanframondi continuerà a rimanere ai margini dello sviluppo, a guardare gli altri comuni correre mentre noi restiamo fermi al palo. Non per mancanza di opportunità, ma per mancanza di capacità di coglierle. E quando tra qualche anno ci chiederemo perché siamo rimasti indietro, avremo già pronta la risposta: “Non è colpa nostra, è che gli altri sono stati più fortunati”.
La verità è semplice. Il problema di Guardia Sanframondi non è la mancanza di risorse: è la mancanza di vergogna. Abbiamo l’amministrazione che meritiamo. E finché non decideremo di meritare di meglio, continueremo a eccellere solo nell’arte di perdere finanziamenti con stile.