Immaginate di essere appassionati di gialli. Ora immaginate un mistero che da sei anni tiene col fiato sospeso gli abitanti di Guardia Sanframondi: il caso di “Sannio Falanghina – Città Europea del Vino 2019” e dei suoi 500.000 euro di fondi regionali. Un thriller amministrativo che avrebbe fatto invidia ad Agatha Christie.
Il prologo: un riconoscimento da favola. Era il 2019, e il nostro piccolo comune – insieme ad altri quattro coraggiosi alleati del territorio sannita – aveva conquistato un prestigioso riconoscimento europeo. Che emozione! Oltre 120 eventi in programma, una vetrina internazionale, uno stand dedicato al Vinitaly, e soprattutto ben 500mila euro dalla Regione Campania. Un vero e proprio jackpot per celebrare la nostra amata Falanghina.
Ma ecco il colpo di scena degno del miglior Hitchcock: passati sei anni, qualcuno potrebbe legittimamente chiedersi che fine abbiano fatto quegli eventi così pomposamente annunciati, che risultati sono stati ottenuti? E quei fondi? Ah, i fondi… Mistero fitto quanto la nebbia londinese nei romanzi di Conan Doyle.
Non che qualcuno stia insinuando nulla di scorretto, sia chiaro. È solo che, come nei migliori gialli, la mancanza di informazioni pubbliche rende tutto terribilmente… intrigante.
In ogni storia di suspense che si rispetti, dovrebbe esserci almeno un investigatore determinato a scoprire la verità. Nel nostro caso, però, sembra che tutti abbiano preferito dedicarsi ad altre attività. L’attuale amministrazione, ad esempio, con encomiabile modestia, ha scelto di non indagare troppo sul passato. Forse per rispetto verso i predecessori?
Ora, lungi da noi l’idea di sollevare dubbi su chicchessia. Siamo certi che tutto sia stato gestito con la massima professionalità e trasparenza. È solo che, da cittadini curiosi quali siamo, ci piacerebbe sapere: quanti dei 120 eventi sono stati effettivamente realizzati? (speriamo almeno una cinquantina, e non soltanto i cartelloni stradali posti all’ingresso del paese e i quattro o cinque murales sinora realizzati!). Quale impatto economico ha avuto il riconoscimento sul nostro territorio? (Sicuramente positivo!). Esistono relazioni finali pubbliche? (Immaginiamo di sì, da qualche parte…).
Mentre aspettiamo che qualche Sherlock Holmes locale si prenda la briga di fare luce su questo affascinante mistero amministrativo, non possiamo che ammirare la maestria con cui è stata mantenuta la suspense. Sei anni di silenzio richiedono una disciplina davvero ammirevole!
Naturalmente, siamo fiduciosi che prima o poi qualcuno avrà la gentilezza di soddisfare la nostra curiosità. Magari con un bel convegno sul castello (con relativo buffet), o almeno un comunicato. Nel frattempo, continueremo a brindare con la nostra Falanghina, sperando che almeno il vino sia rimasto di ottima qualità.
Perché, come si dice, “il vino buono non mente mai”. A differenza di certi misteri amministrativi che, invece, a Guardia sembrano avere la memoria un po’ annebbiata.
P.S. – Qualsiasi somiglianza con fatti realmente accaduti è puramente casuale. Questo testo è da considerarsi un’opera di fantasia amministrativa. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali colpi di tosse o rossori improvvisi da parte di chi dovesse riconoscersi nelle situazioni descritte.