Chi legge questo blog sa che il tema trattato, con ironia ma non troppo, è (quasi) esclusivamente “Guardia Sanframondi”, sin dal 2012. Un blog che ha sempre messo le mani avanti: e quindi, prima di qualsiasi ragionamento, ricordiamoci di dire che Guardia è una terra bellissima, accogliente, piena di risorse. Con i guardiesi ospitali e buoni. Perché se questa cosa non viene detta, ti accusano di parlare sempre degli aspetti negativi di Guardia Sanframondi. E, quindi, questa narrazione edulcorata, che ha naturalmente un fondo di verità, dà l’alibi a qualcuno per dire: “Non devi parlare sempre delle cose negative, di classe dirigente inadeguata, incompetente, arraffona, di malessere, arretratezza, perché Guardia è anche altro. E mi sembra ovvio che sia anche altro. Il problema però è che Guardia è tutte e due le cose insieme.

Bisognerebbe fare uno studio su Guardia. Uno studio serio, però, non le solite sciocchezze rilanciate, ad esempio, ogni volta che si avvicinano i Riti Settennali: “Il Comune ipotizza che l’evento possa movimentare flussi turistici stimati in 250 mila presenze (boom!!!)… Un ruolo fondamentale lo giocherà la comunicazione. Prevista, in tal senso, la creazione di una Corporate Identity: sarà studiata un’immagine coordinata per l’evento con lo studio di un logo identificativo. Tutti i materiali prodotti rispetteranno l’immagine coordinata scelta appositamente per l’evento, in modo da rafforzare nell’immaginario collettivo la manifestazione”. Uno studio da fare il prima possibile. Per capire, finalmente, qual è il problema di Guardia? Cosa fare per rilanciare questa comunità? Per far capire che il problema di Guardia sta proprio in chi ci amministra. In chi continua a venderci la retorica, alla quale magari pure crede. Amministratori incapaci di farsi una domanda: ma se il turismo, gli stranieri, gli eventi culturali per pochi intimi, l’oceanica manifestazione godereccia estiva, portano visibilità, ricchezza e benessere, perché la vita dei guardiesi è sempre peggiore? Perché i giovani appena possono scappano? E lo dicono i numeri, lo dice l’Istat, non le sensazioni soggettive. Guardia Sanframondi 4.581 abitanti: meno 57 in un solo anno. E la crisi va avanti da almeno 30 anni. Perché non si è investito nella cura del territorio, nelle infrastrutture, nel recupero del centro storico, nei presìdi sanitari e d’istruzione? Difficile vivere in un posto dove mancano i beni primari. È un caso o no che dove ci sono servizi efficienti, cura del territorio, livelli di istruzione adeguati la popolazione decresce di meno? Se sono presenti i servizi, la gente è incentivata a restare. Oggi, invece, di fronte a un contesto già di per sé drammatico, per quanto affascinante sia, l’idea di restare a Guardia rischia di restare solo un concetto metaforico o utopico.

È proprio questo il punto. Il punto è teorico: se non si cambia paradigma Guardia, come tutte le comunità del Mezzogiorno o quasi, andrà verso un peggioramento radicale della qualità di vita di chi ci vive, della messa in discussione della possibilità stessa di viverci. In questo senso i nostri attuali amministratori sembrano non vedere nulla: che dicono, che fanno, solo Panem et circenses per compendiare le aspirazioni dei guardiesi, o, al più strategie politiche demagogiche.

Ps. La foto è mia