Il rimorso di chi votò Esserci

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Ho incontrato in situazioni diverse quattro elettori della lista Esserci che ha vinto le ultime elezioni a Guardia. Due di loro sono pentiti, si sentono traditi, delusi, vogliono tornare quanto prima a votare per cancellare l’errore commesso e riparare ai danni gravissimi di tale scelta. Uno dei due ha ammesso solo alla fine di aver votato la lista (ammettendo di aver espresso la preferenza a un neo assessore), tergiversava, se ne vergognava. Ma succedeva anche in passato, per altre ragioni… Uno di loro, il terzo, è rimasto invece fermo sulla sua posizione, non la cambia nemmeno ora che i propugnatori del cambiamento sono diventati una cosa molto diversa dal tempo in cui li ha votati. Il quarto vuole salvare il suo onore, ricorda cosa c’era in alternativa e da dove venivamo, ha un giudizio critico sull’attuale amministrazione, ma si aggrappa al momento delicato per non trarre subito le conseguenze. Io li capisco i quattro elettori delusi e non rinfaccerò loro il voto né la loro attuale posizione. Anzi riconosco loro un paio di cose. Volevano ribellarsi al pessimo spettacolo della politica spettacolo di Floriano, volevano cambiare pagina, liberarsi dei giovanni, delle morene, giuliette, fuffa, panem et circenses, affari & c., cacciare i “competenti”, debellare il clientelismo. Ritenevano il voto alla lista uscita vincente un voto di protesta, un voto contro; anche se molti di loro già pensavano che nulla sarebbe cambiato. Poi bisogna riconoscere che il loro era un voto in buona fede, in alcuni casi con una voglia di cambiamento reale; anche se è chiaro che una parte avrà pensato pro domo sua. Venivamo da un’esperienza fallimentare, vivevamo male la dominazione panziana, volevamo ribellarci al clientelismo e al malaffare. L’idea di provare una strada nuova (pur sapendo che nuova non era), era spericolata ma comprensibile. E tuttora quando qualcuno di loro obietta: ma se fosse rimasto Floriano, pensate che stavolta avrebbe fatto meglio? Domanda ragionevole, dubbio fondato. Anche se personalmente, sono arrivato a una conclusione che non avrei mai pensato di dire prima: si, sarebbe stato meglio. Appena ieri, infatti, non sette mesi fa, non sette anni fa, appena ieri, quelli della lista Esserci dissero che avrebbero salvato Guardia, ma che dico, salvato il mondo. Dissero ancora: “Con noi la trasparenza sarà assicurata, sobria ma puntuale”; infatti, il neo sindaco non ha più parlato, ha messo la museruola, però con un silenzio stampa che ricorda quello di Draghi agli inizi del mandato. Dissero poi: “Sarà un’amministrazione di alto profilo, altro che le buffonate di prima”; infatti, le giullarate non sono mai finite. Dissero incrollabili: “Guardia tornerà ad essere bella e accogliente, non può più ruminare nella sua inerzia”; infatti, oggi, dopo sette mesi, non puoi più uscire di casa senza rischiare di essere travolto da qualche auto impazzita (e per fortuna che fino a ieri si era in zona rossa). Dissero tetragoni: “Ma il traffico è colpa di quelli che c’erano prima, mica nostra”. Dissero, già senza crederci tanto: “Comunque almeno adesso si fa sul serio, altro che l’umiliante mercato delle vacche per gli strapuntini: Floriano non può più niente”; infatti in soli sette mesi abbiamo assistito alla carica dei 101 appaltatori rimasti fuori per un decennio, alle cambiali elettorali portate all’incasso, allo psicodramma dei sederini da impoltronare, ecc…ecc…

Ma torno all’obiezione, mi ricompongo e dico: capisco, non c’erano e non ci sono promettenti alternative in giro, non ci sono giovani, figure affidabili, soprattutto se osservi la realtà senza gabbie d’appartenenza. Troppe volte abbiamo detto che peggio di così non si può andare, e invece alla luce dei fatti ci siamo accorti che il peggio c’era, eccome… Quelli della fu lista Esserci salveranno pure Guardia, ma che dico, salveranno il mondo, ma nessuno ci scommette più: sono passati sette mesi e le illusioni cascano come foglie morte. E già s’insinua l’atroce sospetto. Fosse mai che il mucchio selvaggio fosse stato lievemente sopravvalutato? Comunque, dato per scontato che Floriano prima o poi vorrà tornare a contare, come ha lasciato ben intendere nella lettera richiamino alla “io so’ io e voi non siete un c…” sull’arrivo di tappa del Giro d’Italia, e di cui parleremo a breve; pertanto, non rimane che uno ed un solo scenario: il ritorno alle urne appena possibile. E così, dopo il mancato Floriano-ter senza Floriano, avremo un Floriano-quater magari con una Barbarella d’Urso sindaco, tanto a questo punto tutto quello che possiamo pensare è vero.

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