I bimbi (e le bimbe) di Floriano

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Che bello navigare sui social, leggere i giornali locali che parlano di Guardia in questi giorni, quanta soddisfazione diffusa, quanto ottimismo. Ciascuno ha di che festeggiare, ciascuno è soddisfatto. È raro che dopo poco più di cento giorni tutti si sentano appagati, probabilmente perché ognuno ha visto il proprio film. Adesso però poniamoci qualche domanda: è realtà o finzione? Inutile prenderci in giro: l’età dell’innocenza è finita da tempo. Davvero pensiamo che a Guardia esista un pensiero in qualche modo alternativo a quello che definiamo “Panzismo”? Davvero pensiamo che persone che vivono da anni a stretto contatto non parlino fra loro? Che non comunichino? Che condividendo da anni gli stessi scranni comunali stiano semplicemente fingendo per non rovinare la narrazione minoranza vs maggioranza? Pensiamo davvero che ognuno di loro non abbia rivelato le proprie intenzioni? Pensiamo che a Guardia esista una alternativa ai “bimbi” di Floriano? No, sopravvivono solo gusci vuoti, trionfa la retorica, il puro vitalismo, il culto del denaro, i like. Le idee per rendere ATTRATTIVA la comunità non ci sono, e quando ci sono sono pressoché intercambiabili tra i contendenti ogni quinquennio. Sempre la stessa retorica: bellezza, enoturismo, ecc… Le idee non servono più. Le idee, così come i vecchi residui dell’ideologia e dell’utopia, sono ritenute d’intralcio al potere e alla vita. No, non servono più. Come non serve la politica. Perché oggi la politica a Guardia è soltanto questione di personalità, caratteri, individualità, e si svolge tutta sul piano personale, dove vizi e virtù privati diventano il vero terreno del dibattito. Tempo fa scrivemmo un ritratto di Floriano. Fummo facili profeti: tutto quel che dicemmo allora si è dimostrato nella realtà; oggi di più. Pensiamo davvero che alle ultime elezioni dal ballatoio di piazza Castello i candidati, ammiccando al proprio elettorato come attori consumati, volessero dare ai guardiesi esattamente ciò che volevano? Oppure recitassero ognuno il proprio rituale, tutto di apparato, di potere e di truppe cammellate. Pensiamo davvero che il cittadino elettore si sia convinto solo dopo aver ascoltato i loro interventi o aver letto i loro post su Facebook e non dopo un aspro conflitto interiore? Pensiamo che i candidati (tutti) abbiano pensato al futuro prossimo di Guardia e non al loro immediato? Pensiamo che Floriano non avesse un quadro chiaro di una situazione che potrà solo dargli ulteriori vantaggi, pretese e rivincite? Pensiamo che non avesse orchestrato le mosse dei suoi quattro lacchè per continuare in un modo o nell’altro ad essere al centro del palcoscenico e non una mera comparsa? Ma soprattutto pensiamo che a fine settembre il tutto sia avvenuto spontaneamente, senza un copione provato e recitato? Se pensiamo ciò significa che loro sono credibili, o noi creduloni. Però in fondo è giusto pensare così, sentirsi sempre vincenti. Al momento a Guardia, con la scusa delle mascherine e un saluto pandemicamente corretto, va avanti così, ma che non si sappia, mi raccomando…  

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